In questi giorni, sul nostro blog, nell'apposita rubrica battezzata Il muro del pianto, stiamo raccogliendo una sequela di «errori & orrori» della scrittura giornalistica. Qualcuno ci ha, sommessamente, accusati di fare opera di delazione. Peggio, di screditare la categoria. A costoro si può rispondere che la categoria si scredita da sola, mentre l'intento della rubrica è quello di far riflettere: meglio se la riflessione è accompagnata, preceduta o seguita da una risata. Far riflettere ovviamente gli appartenenti alla categoria. E se il nostro profano «muro del pianto» dovesse contribuire a migliorare la qualità di ciò che giornalmente ci capita di leggere, be', allora vorrà dire che a qualcosa sarà servito.A margine. Sempre in questi giorni, il sondaggio, lanciato sul nostro blog, su quale sia la caratteristica ricorrente nei giornalisti, vede nettamente in testa la sciatteria: dal momento che a votare sono essenzialmente giornalisti (non abbiamo motivo di pensare il contrario), non possiamo che dedurne che la categoria ha una discreta coscienza di quelli che sono i propri limiti. È già qualcosa.
